
La prova del consenso
Prova verificabile da chiunque: hash del testo, IP, marca temporale, verifica OTP.
Un consenso non è una riga in un database
Quando qualcuno accetta, non salviamo una casella spuntata: costruiamo un documento. Dentro c'è il testo esatto che quella persona ha letto, il giorno e l'ora, il canale da cui è arrivata, l'indirizzo di rete della richiesta e la conferma del codice che le abbiamo mandato. È l'insieme di queste cose a fare una prova. Una casella spuntata, da sola, non prova che qualcuno abbia visto qualcosa.

Il testo è sigillato al momento della firma
Del modulo che la persona ha letto conserviamo un'impronta: un codice che cambia se cambia anche una virgola. Puoi riscrivere il modulo domani, cambiare offerta, rifare il sito: il consenso raccolto ieri resta legato al testo di ieri, e si vede. È la differenza fra dire «hanno accettato» e mostrare che cosa hanno accettato.

L'ora non la mettiamo noi
La data di un consenso è la prima cosa che si contesta, e un'ora scritta dal fornitore vale quanto la parola del fornitore. Noi registriamo l'ora esatta della firma, al secondo. E ogni giorno un ente terzo europeo timbra l'insieme delle firme con una marca temporale qualificata: da quel momento non si possono più modificare, nemmeno da noi che pure abbiamo le chiavi.

Chi ti contesta il consenso può controllarlo da solo
Ogni consenso ha una pagina pubblica di verifica. Chi ti chiede conto (un cliente, un legale, un'autorità) apre l'indirizzo e vede se la prova regge, senza un account e senza chiedere niente a te. Pubblichiamo anche lo strumento per rifare il controllo da soli, fuori dai nostri sistemi: una prova che si può verificare solo chiedendola a noi non è una prova, è una promessa.

Anche l'uscita è documentata
Chi si iscrive può uscire quando vuole, da un link o rispondendo STOP, e riceve una ricevuta nello stesso momento. Quell'uscita entra nel registro come l'ingresso: con la data, il modo e la ricevuta. Il giorno che qualcuno dirà «io avevo revocato», la risposta è un documento, non un ricordo.

Le regole cambiano. Quel giorno, no.
«Tempus regit actum»: un atto si giudica con le regole in vigore nel momento in cui è stato compiuto. Per questo non conserviamo un consenso: conserviamo il momento in cui è stato dato: il testo che quella persona ha letto, la versione dell'informativa, l'ora e il fuso. Se domani le regole cambiano, quel consenso smette di valere da domani: ieri era valido, e resta dimostrabile.
E quando smetti di essere nostro cliente, la tua prova resta tua. Qualcosa che hai fatto tre anni fa ti può essere contestato ancora, e la difesa deve esserci ancora.

La conformità non è un costo. È il tuo biglietto da visita.
WhatsApp ufficiale con la Cloud API di Meta: nessun tool pirata, un canale che Meta riconosce. Mandi solo a chi ha dato un opt-in verificato e ogni messaggio porta con sé la prova del consenso: il tuo numero resta "in salute" e costruisci un brand di cui fidarsi.

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